IL BAFFO Via V. Veneto 7a 00020 Canterano (Roma) Osteria - Pizzeria – Pub

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>> Lo chef consiglia
 

Non importa quale sia la cosa che scegliete. Sceglietela per il fatto che vi rende felici. Sarà un successo qualunque cosa scegliate.
 

Così, se il musicista è l’inventore di sublimi ricette, il paroliere è il suo cuoco sopraffino, la mano che sa dosare gli ingredienti, spargere ad arte le spezie, dirigere sapientemente la cottura. Come non parlare qui della nostra straordinaria Marica. Visitate il suo Blog dove potete trovare deliziose ricette a questo indirizzo: http://lamuccasbronza.blogspot.com
Quelle che presentiamo sono solo un assaggio delle sue qualità.
 

Fettuccine alla crema di radicchio e salsiccia
 

Gnocchi ripieni di scamorza
 

Polenta ai formaggi con funghi e speck
 

Ravioli al radicchio con pancetta e scaglie di grano
 
La Poesia in cucina

Pasta alla capricciosella (Aldo Fabrizi)
Provate a fa' 'sto sugo, ch'è un poema:
piselli freschi, oppure surgelati,
calamaretti, funghi "cortivati",
così magnate senz'avè patema.
Pe' fa' li calamari c'è un sistema:
se metteno a pezzetti martajati
nell'ajo e l'ojo e bene rosolati,
so' teneri che pareno 'na crema.
Appresso svaporate un po' de vino;
poi pommidoro, funghi e pisellini
insaporiti cor peperoncino.
Formaggio gnente, a la maniera antica,
fatece bavettine o spaghettini...
Bòn appetito e...Dio ve benedica!
 
Il Carciofo
Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero,
ispida edificò una piccola cupola,
si mantenne all'asciutto sotto le sue squame,
vicino al lui i vegetali impazziti si arricciarono,
divennero viticci,
infiorescenze commoventi rizomi;
sotterranea dormì la carota dai baffi rossi,
la vigna inaridì i suoi rami dai quali sale il vino,
la verza si mise a provar gonne,
l'origano a profumare il mondo,
e il dolce carciofo lì nell'orto vestito da guerriero,
brunito come bomba a mano,
orgoglioso,
e un bel giorno,
a ranghi serrati,
in grandi canestri di vimini,
marciò verso il mercato a realizzare il suo sogno:
la milizia.
Nei filari mai fu così marziale come al mercato,
gli uomini in mezzo ai legumi coi bianchi spolverini erano i generali dei carciofi,
file compatte,
voci di comando e la detonazione di una cassetta che cade,
ma allora arriva Maria col suo paniere,
sceglie un carciofo,
non lo teme,
lo esamina,
l'osserva contro luce come se fosse un uovo,
lo compra,
lo confonde nella sua borsa con un paio di scarpe,
con un cavolo e una bottiglia di aceto finché,
entrando in cucina,
lo tuffa nella pentola.
Così finisce in pace la carriera del vegetale armato che si chiama carciofo,
poi squama per squama spogliamo la delizia e mangiamo la pacifica pasta
del suo cuore verde.
Pablo Neruda
 

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